Senza concessione aams non si gioca d’azzardo

Il Tar della Campania, quinta sezione di Napoli, ha messo un punto fermo respingendo il ricorso presentato da due gestori collegati al bookmaker austriaco Sks365 ai quali la Questura di Napoli non aveva rilasciato l’autorizzazione di pubblica sicurezza ad operare. I Giudici hanno ribadito la tesi che un bookmaker di un Paese dell’Unione Europea, come nella specie quello cui il ricorrente era affiliato -Sks365 Group Gmbh- al quale era stata rilasciata la licenza dalle competenti autorità del suo Stato di appartenenza (Austria), non può liberamente operare sul nostro territorio attraverso i centri di elaborazione aperti in franchising in tutti gli altri Paesi membri e, così anche in Italia, senza bisogno di autorizzazione italiana.

Nel nostro sistema giuridico, infatti, rimane vivo il cosiddetto “doppio binario”, che è costituito dalla necessità di ottenere -anche per l’attività di raccolta dati delle scommesse per un operatore estero come quella che il ricorrente vorrebbe esercitare- sia la concessione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sia l’autorizzazione di pubblica sicurezza di cui all’art.88 del t.u.l.p.s. Ovviamente, sottolinea il Tar Campania,la licenza di cui all’art. 88 del t.u.l.p.s non può essere rilasciata a chi non è in possesso della concessione ministeriale e di conseguenza la Questura è tenuta ad emettere un provvedimento di rigetto per insussistenza di uno dei presupposti di legge. Il Tar ha quindi chiarito la posizione della Questura, giustificandone appieno l’operato, e mettendo un punto fermo sul nostro ordinamento giuridico che, almeno in questo caso, è chiaro… e limpido. Fossero così tante altre norme!