Riapertura di una sala di gioco d’azzardo

La guerra contro le sale da gioco e contro i siti con bonus di casino online italiani legali aams, e tutto ciò che circonda l’azzardo, è sempre più dura: basta veramente poco, od anche un solo sospetto sull’integrità del titolare o di coloro che frequentano un “esercizio ludico”, per gridare “alle streghe” e per suggerire una chiusura alle Forze di Polizia che intavolano indagini ed ispezioni apparentemente approfondite per avvalorare le proprie tesi. Accade, fatte queste premesse, che con una sentenza da poco emessa, il Tar del Lazio abbia accolto il ricorso di una società richiedente l’annullamento di un provvedimento della Questura di Roma con cui si sospendeva per 45 giorni la licenza ad un bar sala giochi romano, con la conseguente chiusura e con la revoca della licenza, che è uguale alla licenza dei casino online autorizzati dalla legge italiana, per l’installazione e l’uso di apparecchiature da intrattenimento.

Il ricorrente al Tar enunciava di aver subito un’ispezione di Polizia che accertava la presenza nel locale del fratello, (Gaetano Vitagliano), con precedenti penali in compagnia di un gioielliere napoletano e secondo gli agenti, entrambi dediti al commercio illecito di beni preziosi all’interno del locale e tale “losca” attività avveniva con il beneplacido del titolare. A seguito di questa ispezione, al ricorrente veniva imposta la revoca dell’autorizzazione per l’installazione di giochi e la sospensione per 45 giorni dell’autorizzazione commerciale. I Giudici, a motivazione della sentenza di accoglimento del ricorso, osservano che il gioielliere era lecitamente in possesso di quanto era stato oggetto di accertamento ed il titolare dell’esercizio ha sempre tenuto una condotta perfettamente irreprensibile. L’esistenza di qualsivoglia ipotesi di reato risulta assente ed inconcepibile.